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Osservatorio immobiliare in provincia di Siracusa
del 22 maggio 2015

La provincia di Siracusa si trova nella regione Sicilia ed ha una popolazione di 400.764 abitanti. 
Le città con il maggior numero di immobili in vendita o in affitto sono le seguenti:AugustaAvolaFloridiaLentiniNotoPachinoPalazzolo AcreidePriolo Gargallo,Siracusa
Dal punto di vista immobiliare circa il 9% di tutti gli annunci immobiliari della regione sono pubblicati in provincia. 
Nell'intera provincia sono presenti oltre 8.763 immobili in vendita e 2.666 in affitto, con un indice di circa 28 annunci per mille abitanti. 
Il prezzo medio degli appartamenti in vendita è di circa il 15% inferiore alla quotazione media regionale, pari a 1.450 €/m². 
Per quanto riguarda la vendita, la tipologia più scambiata è costituita da appartamenti con 5.673 annunci complessivi, seguita da case indipendenti (4.071 annunci). La tipologia più scambiata in affitto è costituita invece da appartamenti con 1.818 annunci in totale, seguita da case indipendenti (838 annunci). 
Il maggior numero di annunci immobiliari è pubblicato nel comune di Siracusa (65%), che è anche quello più attivo in termini relativi (57 annunci per mille abitanti). 
La provincia di Siracusa ha un prezzo degli appartamenti di circa 1.200 €/m² (in media in tutta la provincia), quindi circa il 67% in meno rispetto ai prezzi medi nella provincia di Savona e circa il 42% in più rispetto ai prezzi medi nella provincia di Biella, che hanno, rispettivamente, i prezzi più alti e più bassi in tutt'Italia. 
Tra le città nella provincia di Siracusa circa la metà ha un prezzo medio degli appartamenti compreso tra 1.100 €/m² e 1.350 €/m².

Tra le città della provincia, quella con le quotazioni immobiliari più convenienti per gli appartamenti è Floridia (850 €/m²), mentre raggiunge le quotazioni più elevate Portopalo di Capo Passero (1.800 €/m²).

 


In crescita il mercato immobiliare. +3,5% nello scorso anno
del 22 maggio 2015

Tutti segni positivi per le maggiori città italiane, Napoli è in controtendenza. Ma l'Ocse: aumento della povertà.

Un fatturato in crescita di circa cinque miliardi di euro e dati che fanno segnare un +3,5% rispetto all'anno precedente.

 

Sono buoni i risultati del mercato immobiliare, che nel giro di dodici mesi è passato dai 67,5 miliardi di euro a 72,1, secondo quanto scritto nel Rapporto immobiliare residenziale dell'Agenzia dell'Entrate.

La ripresa, piuttosto accentuata, è evidente nelle otto maggiori città italiane. Un risultato particolarmente positivo arriva da Bologna, con le vendite in crescita del 18,5%, seguita a ruota dal 15% di Genova, dal 13,9% di Roma e dal 13,3% di Firenze. Ma fanno bene anche Torino, Milano e Palermo, rispettivamente in positivo del 5,4%, del 5% e del 4%.

Caso a parte quello di Napoli, che fa segnare una tendenza all'inverso e dove le vendite continuano a calare. Qui nel 2014 il dato è in negativo, a -3,7% rispetto al 2013.

Con la ripresa delle vendite, crescono anche i mutui ipotecari. Nel 2014 il numero della abitazioni acquistate così è cresciuto del 12,7%. Si parla di circa 162mila case su un totale di circa 420mila. E a fine anno è diminuto il prezzo medio, in calo del 3,5% sui dodici mesi precedenti, pari a 146.600 euro.

Il dato positivo del mercato immobiliare non deve ingannare, dice però l'Ocse. Durante la crisi "in Italia la povertà è aumentata in modo marcato", soprattutto per i più giovani. E la ricchezza nazionale nel Paese è distribuita in modo diseguale. Il 20% più ricco detiene il 61,6% della ricchezza. L'1% il 14,3% della ricchezza nazionale netta.


Torna a crescere il mercato immobiliare: a Palermo +4%
del 22 maggio 2015

A livello di macroaree la ripresa più accentuata è quella del centro con +6,5%, seguita dal nord-est con il +5% e dal nord-ovest con il +3,4%. Poco mossi invece i mercati del sud +0,8% e delle isole +0,2%

ROMA. Nel 2014 il mercato delle compravendite italiane è aumentato del 3,5% con il fatturato del settore che è cresciuto di circa 5 miliardi di euro  passando dai 67,5 del 2013 a 72,1 del 2014. Sono i dati contenuti nel Rapporto immobiliare residenziale 2015 realizzato dall'Agenzia delle Entrate con Abi. Sono in particolare le otto principali città italiane che registrano una ripresa molto più accentuata.

Il risultato migliore è quello di Bologna dove le vendite crescono del 18,5% seguono Genova + 15%, Roma +13,9% e Firenze +13,3%. Risultati positivi anche a Torino +5,4%, Milano +5% e Palermo +4%. L'unica città dove le vendite continuano a calare, è Napoli, dove nel 2014 si sono registrate il 3,7% di compravendite in meno rispetto al 2013.

A livello di macroaree la ripresa più accentuata è quella del centro con +6,5%, seguita dal nord-est con il +5% e dal nord-ovest con il +3,4%. Poco mossi invece i mercati del sud +0,8% e delle isole +0,2%.


La ripresa delle erogazioni dei mutui si rafforzerĂ  nel 2015. Nei primi 9 mesi 2014 +5,3%
del 07 gennaio 2015

Nel 2015 dovrebber rafforzarsi la ripresa delle erogazioni dei mutui, che ha dato segnali incoraggianti nel corso di quest’anno. È la previsione che emerge dalla 37esima edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia sul credito al dettaglio.

Le buone notizie per quel che riguarda il credito alle famiglie erogato da banche e operatori specializzati sono sia sul fronte della domanda che su quello dell’offerta. «Le erogazioni di credito nei primi 9 mesi del 2014 - si legge nel Report - hanno complessivamente mostrato una ripresa, più timida nel comparto del credito al consumo rispetto a quella più incisiva rilevata nei mutui immobiliari. Dal lato della domanda, le famiglie hanno progressivamente mostrato una maggiore propensione alla richiesta di finanziamenti rispetto al 2013, per quanto la prolungata debolezza dell'attività economica e le incertezze che gravano sui tempi e le modalità di ripresa abbiano ancora determinato un approccio cauto nelle scelte di spesa e di investimento, rimaste piuttosto modeste nonostante il lieve aumento dei consumi, dopo due anni di riduzione».

Miglioramento più marcato sul fronte mutui 
Secondo l’Osservatorio, nei primi 9 mesi del 2014 l'incremento delle nuove erogazioni finalizzate all'acquisto di abitazioni è stato del +5,3% in termini di flussi. L'evoluzione del numero dei contratti di mutuo per acquisto (+7,1%) risulta superiore a quella delle compravendite residenziali (2,2%), «segno - secondo l’Osservatorio - che il credito torna a sostenere le famiglie per l'acquisto della casa» Aumenterebbe cioè la quota di compra ricorrendo a un prestito: considerando che almeno il 40% delle transazioni si conclude senza il ricorso a un finanaizmento, si capisce perché la ripresa delle compravendite è più lenta di quella dei mutui. Importante per capire questa dinamica è anche il peso delle surroghe (+208% per i flussi finanziati), che in termini di quota raggiungono il 5,8% del totale.

«La graduale risoluzione di alcuni vincoli che avevano ridimensionato il mercato dei mutui negli anni di crisi - è il commento dell’Osservatoriuo - sta guidando e guiderà la ripresa. Nel complesso, infatti, il mercato ha mostrato segnali positivi per un miglioramento delle prospettive economiche dei potenziali nuovi mutuatari e una rinnovata spinta commerciale da parte degli istituti di credito, impegnati ad attuare nuove logiche di offerta, focalizzate sulla modularità e flessibilità del prodotto». E la competizione si gioca soprattutto sulla convenienza del tasso variabile, che continua da aumentare la quota di erogato (67%, misto al 20 e fisso a 13%).

Il credito al consumo 
Anche i prestiti tornano a mostrare un'evoluzione positiva, anche se meno marcata rispetto ai mutui, dopo cinque anni di flessione. Nel credito al consumo, infatti, i flussi finanziati nei primi 9 mesi del 2014 risultano infatti in aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. E il numero di operazioni cresce complessivamente del 5,9%. Guidano il comparto il finanziamento di auto e moto e le carte “rateali/opzione”. I finanziamenti finalizzati all'acquisto di altri beni/servizi (anche per arredo, elettronica ed elettrodomestici, e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali viaggi, spese mediche, palestre) continuano invece a segnare il passo: nei primi 9 mesi del 2014 risultano infatti in calo del -6, 9% rispetto al corrispondente periodo 2013: «Questa dinamica è riconducibile alla contrazione dei consumi delle categorie merceologiche cui i finanziamenti sono destinati e alle difficoltà degli operatori a proporre campagne a tassi promozionali».

Rischiosità stabile e prospettive positive 
Nel corso del 2014 il rischio di credito si è mantenuto sostanzialmente stabile, con un lieve rientro dei tassi di default a settembre 2014, riflettendo sia la prudenza della domanda che la selettività dell'offerta di credito. «Nello specifico, il tasso di default (ovvero l'indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell'ultimo anno di rilevazione) del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (mutui immobiliari e credito al consumo) si attesta a settembre 2014 al 2,4%. proseguendo l’allontanamento dal punto di massimo registrato all'inizio del 2010 pur rimanendo su livelli superiori a quelli registrati prima della crisi». Il tasso di default dei mutui si è stabilizzato per gran parte del 2014 all'1,9% e solo a settembre mostra un ulteriore cenno di miglioramento, posizionandosi all'1,8%.

La ripresa dovrebbe consolidarsi nel biennio 2015-2016, «sebbene i ritmi di crescita si manterranno modesti». I flussi di finanziamenti alle famiglie confermeranno i segnali positivi, «ma nel complesso rimarranno decisamente più contenuti rispetto a quelli degli anni prima della crisi». Per quanto riguarda l'andamento dei mutui, «negli ultimi mesi del 2014 si dovrebbero rafforzare i segnali di ripresa delle erogazioni per acquisto di abitazione, confermando le tendenze osservate nella prima parte dell'anno, anche grazie al significativo aumento di nuovi contratti di surroga».


Ristrutturazioni e arredamento sul podio dei prestiti: spinta da bonus fiscali e tassi in calo
del 07 gennaio 2015

La ristrutturazione della casa rimane in testa nella “classifica” dei motivi per cui viene richiesto e concesso un prestito. Secondo i dati elaborati da PrestitiOnline.it, nei primi 11 mesi del 2014 sono stati i prestiti per la ristrutturazione della casa (30,6%), per l'acquisto di un'auto usata (22,5%) e per l'arredamento (14,9%) a distinguersi tra quelli maggiormente erogati agli italiani. Si rocorre invece sempre meno meno a un prestito per hobby, viaggi e vacanze per i quali l'erogazione è stata soltanto dell'1,8%.

La tenuta della “leadership” dei prestiti per la casa - che secondo l’Energy efficiency report 2014 del Politecnico di Milano sono lo strumento più diffuso per finanziare la riqualificazione energetica, con un valore di 585 milioni di euro di interventi realizzati grazie a questo canale dal 2007 al 2013 - è sostenuta dalla combinazione di bonus fiscali e tassi di interesse in calo. «Il tasso medio è stato del 6,6% fino a giugno, per poi scendere al 5,6-5,7%», spiega a Casa24 Plus il direttore marketing di Prestitonline.it, Roberto Anedda. Dall’altro lato, la legge di stabilità ora in discussione si prepara a prorogare alle attuali percentuali del 50 e del 65% per tutto il 2015.

«Dai 40mila euro in su ha invece senso chiedere un mutuo, che richiede un maggior impegno (a partire dall'ipoteca sull'immobile, ndr) ma - prosegue Anedda - offre tassi inferiori, soprattutto ora: un fisso del 2,61%, su una durata di 7 anni. Mentre però il prestito non ha spese oltre le rate, nel caso del mutuo bisogna mettere in conto che ci sono voci (istruttoria, perizia, eccetera) che incidono per almeno mille euro».

Il sito di comparazione di prodotti di credito che fa capo al Gruppo MutuiOnline, evidenzia, inoltre, che «nei primi 5 mesi del secondo semestre la durata più erogata dei finanziamenti è stata di 60 mesi (il 20,2%), seguita da quella a 84 mesi (il 17,6%) e da quella a 36 mesi (16,3%)». E che «l'importo medio dei prestiti erogati si è attestato a 10.835 euro, in calo rispetto a quello del primo semestre del 2014. Inoltre, il 31,7% dei prestiti erogati ha riguardato un importo compreso tra i 5mila e i 10mila euro.

Dal punto di vista dalla distribuzione geografica, le erogazioni sono in lieve calo nel Nord Italia (39,1%), in aumento al Centro (22,4%) e stabile al Sud e nelle Isole (38,5%). Infine, «il 39,2% dei prestiti è stato erogato alla fascia d'età 36-45 anni, il 25,4% alla fascia 46-55% e il 20,4% alla fascia 26-35 anni».


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