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Anno nuovo, casa nuova: i migliori mutui giovani coppie di gennaio 2019
del 01 febbraio 2019

Se il grande progetto 2019 è quello di una nuova casa in cui vivere in due, è il momento giusto per confrontare le offerte di mutuo e approfittare di una situazione ancora stabile su livelli favorevoli per chi acquista, dal punto di vista dei tassi e del prezzo dell’immobiliare.

È possibile inoltre concentrare la ricerca sui migliori mutui giovani coppie del mese.

Le giovani coppie possono usufruire di particolari vantaggi collegati anche al Fondo di Garanzia Prima Casa istituito da qualche anno presso il MEF per agevolare l’accesso al credito non solo dei più giovani ma anche delle famiglie monogenitoriali. Il Fondo di Garanzia Prima Casa prevede una garanzia statale pari al 50% della quota capitale per i mutui ipotecari di valore non superiore ai 250.000 euro.

Per aderire all’iniziativa è necessario non risultare proprietari di altre abitazioni, fatta eccezione di immobili ricevuti in successione oppure concessi in uso gratuito da parenti di primo grado. I mutui per le giovani coppie sono destinati a chi è sposato oppure convive da almeno due anni e uno dei due componenti deve necessariamente avere meno di 35 anni. L’elenco delle banche aderenti all’iniziativa è disponibile sul sito della Consap e dell’Associazione Bancaria Italiana.

 

Per info contattaci

 


SURROGA MUTUO 2019
del 01 febbraio 2019

È l’operazione che ha sollevato molte famiglie dall’onere di una rata troppo alta e che ancora continua a pesare in maniera importante sul mercato dei mutui: la surroga.

Legalmente “portabilità dell’ipoteca”, comporta che la banca nuova subentri nel credito e in tutte le sue garanzie, compresa l’ipoteca che rimane identica.

Come riportiamo in “Surroga: come e perché conviene farla”, le tre regole per non sbagliare surroga è informarsi bene, confrontare, affrettarsi. Il fattore temporale interviene quando si voglia passare al tasso fisso, perché le condizioni di questo tipo di mutuo adesso sono ben differenti da quelle che si avranno tra qualche mese. “C’è ancora tanta gente che sceglie mutui molto più costosi rispetto a quello che il mercato offre”, commenta Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline.it. "Perché la nostra cultura finanziaria, e più nello specifico in fatto di mutui, è spesso scarsa e questo abbassa notevolmente il margine di trattativa con gli istituti di credito e fa sì che ci si affidi completamente alla banca".

Un cambio a costo zero

Secondo la legge che regola l’operazione di surroga, il decreto Bersani prima e poi l’articolo 120-quater del TUB, “la surrogazione comporta il trasferimento del contratto di mutuo alle condizioni stipulate tra il cliente e l’intermediario subentrante, con esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura”. Nessun costo dunque per l’estinzione anticipata del mutuo presso la vecchia banca, il trasferimento e persino le spese del notaio per il nuovo mutuo, che sono a carico della banca con cui si surroga. Per info e appuntamento chiamare al  348-1688476

Lentini Via Lisia, 4


Immobili: la rivalutazione dagli anni '90
del 01 luglio 2015

Il mercato immobiliare è stato il settore che negli ultimi anni ha risentito maggiormente della crisi economica. Nonostante questo, la casa e gli immobili in generale restano gli investimenti preferiti dai risparmiatori, sempre più attenti ai fattori rendimento e rivalutazione del capitale, motivi che hanno portato ad acquistare nelle grandi città alla fine degli anni novanta.

Un’indagine dell’Ufficio studi di Tecnocasa ha stabilito che in Italia gli immobili si sono rivalutati mediamente del 42,2% dal 1998 a oggi.

La ricerca stila una classifica delle città in cui il valore degli immobili è cresciuto maggiormente: in cima alla graduatoria abbiamo la provincia di Napoli con l’84,8%, seguita da Roma con il 79,8% e Milanocon il 63,4%. Il capoluogo partenopeo è quello in cui fino al secondo semestre 2006 sono state rilevate percentuali record: +203%, quando i picchi di rivalutazione registrati sono stati del 113,1% al Sud, dell’83,5% al Centro e del 63% al Nord.

Diverso il discorso nei capoluoghi più piccoli e nell’hinterland delle grandi città, che hanno visto una crescita rispettivamente del 15,7% e del 25,5%, circa la metà di quanto constatato a livello nazionale. La ragione delle percentuali più basse è da attribuire al proliferare delle nuove costruzioni, più difficili da realizzare nei grandi centri: questo boom immobiliare, che si è avuto tra la fine degli anni '90 e gli inizi del 2000, ha contribuito a contenere i prezzi di mercato.

Dal 2007 a oggi la fase discendente del mercato immobiliare nazionale registra una diminuzione del 33,6%. I capoluoghi nel quale le case hanno perso maggiormente valore sono stati Bologna(-43,6%) e Bari (-40%): gli immobili che hanno ceduto meno sono quelli locati a Milano (-24,6%) e Firenze (-28,3%).

Sempre nello stesso periodo, la perdita di valore nelle diverse macro aree è stata abbastan­za vicina: -33,6% per le grandi città, -35,5% per i capoluoghi di provincia e -35% per l’hinterland. La diminuzione dal secondo semestre del 2007 è stata più rilevante nelle aree del centro Italia e del Mezzogiorno, rispettivamente con -36,7% e -36,6%, seguite dal nord Italia con -34,2%.

Nell’ultimo anno il calo ha colpito anche le quotazioni del mercato non residenziale. I locali a uso commerciale hanno registrato una contrazione dei prezzi compresa tra il 3,6% e il 3,9%. Su questo segmento si registra una buona domanda da parte degli investitori, che puntano a rendimenti tra l’8 e il 10% a seconda del grado di rischio dell’investimento.

Più bassi i rendimenti sul mercato residenziale: nelle grandi città italiane si è attestato intorno al 4,2% nel primo semestre del 2014. I centri che hanno avuto un rendimento annuo più elevatosono Genova e Verona, con il 5,3%: a seguire troviamo Palermo (5%), Bari (4,4%), Bologna (4,1%), Milano (4%) e Firenze (3,9%).

 


In risalita il numero e l’importo dei mutui richiesti dai siciliani
del 22 maggio 2015

I primi tre mesi del 2015 all’analisi della Centrale rischi di intermediazione finanziaria che monitora la domanda di credito. Ad Agrigento i prestiti personali si aggirano intorno ai 12.239 €, rispetto agli 11 mila € della media

 

PALERMO - Le famiglie italiane sembrano aver recuperato, negli ultimi mesi, una certa fiducia nei confronti del mercato, vista l’impennata di prestiti richiesti nel I trimestre 2015. A rilevarlo è il Barometro Crif (Centrale rischi di intermediazione finanziari), che periodicamente monitora la domanda di credito da parte dei consumatori.

In particolare, nei primi tre mesi dell’anno in corso, a livello nazionale, si è registrato un aumento significativo sia dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (come ad esempio auto, arredo, elettrodomestici, ecc), che sono cresciuti dell’8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia dei prestiti personali, che hanno registrato un incremento del 6,6%. Anche i mutui, infine, hanno registrato un aumento record, pari al 37,5%.

L’atteggiamento di prudenza delle famiglie italiane, però, si riscontra nell’importo medio richiesto, che risulta in calo rispetto al 2014. L’aggregato dei prestiti finalizzati e dei prestiti personali, infatti, si è attestato su una media di 7.724 euro, contro gli 8.039 del 2014. L’importo medio dei mutui si è invece fermato a 123.333 euro.

La Sicilia  è in tendenza con l’andamento nazionale, anche se gli incrementi qui registrati risultano essere più contenuti. I prestiti finalizzati, infatti, sono cresciuti del 5,9% (contro un dato nazionale pari a +8,9%). A livello territoriale, tutte le province hanno registrato variazioni positive, con Ragusa in testa, dove l’incremento è stato del 15,4%. Seguono Messina (+9,6%), Siracusa e Trapani (+6,1%). A Palermo e Catania, invece, l’aumento delle richieste è stato pari rispettivamente al 4,8% e al 4,9%.

L’importo medio richiesto, a differenza del trend nazionale, è invece aumentato del 7,6% rispetto al 2014, attestandosi a 3.934 euro. La provincia col minore importo medio è Palermo (3.518 euro), seguita da Catania, Enna e Trapani, dove, al pari del capoluogo, non si superano i 4 mila euro. Gli importi più rilevanti, invece, si hanno a Ragusa (4.700 euro), Messina (4.591 euro) e Caltanissetta (4.273 euro).

Quanto ai prestiti personali, nell’Isola la crescita è stata del 3,6%, con incrementi significativi a Siracusa (+9,5%), Catania (+8,5%) e Ragusa (+7%). Alcune province, però, hanno registrato delle contrazioni: a Enna, in particolare, il calo è stato del 13,1%, mentre a Trapani e ad Agrigento la flessione è pari all’1%.

In termini di importo medio, invece, quello più rilevante si è registrato ad Agrigento, dove i prestiti personali si aggirano intorno ai 12.239 euro. In tutte le altre province l’importo medio supera gli 11 mila euro; fa eccezione solamente Catania, con i suoi 10.635 euro.

Anche nel caso dei mutui, la nostra Isola ha registrato un aumento più contenuto rispetto a quello nazionale, pari a +24,8%. Solo nella provincia di Siracusa si rilevano cifre di gran lunga superiori al dato nazionale: nel territorio aretuseo, infatti, l’aumento della richiesta dei mutui da parte delle famiglie si è attestato, nei primi tre mesi dell’anno, al 54,2%. 
Seguono Catania, Messina e Palermo, con incrementi pari rispettivamente a 36,4%, 30,3% e 20,2%.  La provincia di Enna, invece, è l’unica in cui si è registrato un calo, pari al 5,5%.

Come per il caso dei prestiti finalizzati, inoltre, anche per i mutui si registra, in termini di importo medio richiesto, la tendenza inversa rispetto a quella nazionale. Mentre in Italia l’importo medio è sceso, nella nostra Isola è invece aumentato del 27,5%. Numeri più che doppi si riscontrano a Siracusa, dove l’impennata è del 64,4%, ma anche a Messina il trend è particolarmente positivo (+39,4%).

L’importo medio dei mutui richiesti in Sicilia, inoltre, è pari a 111.074 euro, mentre Palermo è la provincia con l’importo medio più consistente (119.364 euro). A Catania e Messina si va oltre i 117 mila euro, mentre a Ragusa si parla di 105.446 euro e a Siracusa di quasi 102 mila euro. Sotto i 100 mila euro, infine, si attesta l’importo medio delle province di Trapani, Agrigento, Enna e Caltanissetta. Numeri molto significativi, questi, che suggeriscono una maggiore stabilità economica delle famiglie siciliane, e quindi anche un’aumentata capacità di affrontare spese straordinarie, che in tempi di crisi venivano perlopiù rinviate.

 


Osservatorio immobiliare in provincia di Siracusa
del 22 maggio 2015

La provincia di Siracusa si trova nella regione Sicilia ed ha una popolazione di 400.764 abitanti. 
Le città con il maggior numero di immobili in vendita o in affitto sono le seguenti:AugustaAvolaFloridiaLentiniNotoPachinoPalazzolo AcreidePriolo Gargallo,Siracusa
Dal punto di vista immobiliare circa il 9% di tutti gli annunci immobiliari della regione sono pubblicati in provincia. 
Nell'intera provincia sono presenti oltre 8.763 immobili in vendita e 2.666 in affitto, con un indice di circa 28 annunci per mille abitanti. 
Il prezzo medio degli appartamenti in vendita è di circa il 15% inferiore alla quotazione media regionale, pari a 1.450 €/m². 
Per quanto riguarda la vendita, la tipologia più scambiata è costituita da appartamenti con 5.673 annunci complessivi, seguita da case indipendenti (4.071 annunci). La tipologia più scambiata in affitto è costituita invece da appartamenti con 1.818 annunci in totale, seguita da case indipendenti (838 annunci). 
Il maggior numero di annunci immobiliari è pubblicato nel comune di Siracusa (65%), che è anche quello più attivo in termini relativi (57 annunci per mille abitanti). 
La provincia di Siracusa ha un prezzo degli appartamenti di circa 1.200 €/m² (in media in tutta la provincia), quindi circa il 67% in meno rispetto ai prezzi medi nella provincia di Savona e circa il 42% in più rispetto ai prezzi medi nella provincia di Biella, che hanno, rispettivamente, i prezzi più alti e più bassi in tutt'Italia. 
Tra le città nella provincia di Siracusa circa la metà ha un prezzo medio degli appartamenti compreso tra 1.100 €/m² e 1.350 €/m².

Tra le città della provincia, quella con le quotazioni immobiliari più convenienti per gli appartamenti è Floridia (850 €/m²), mentre raggiunge le quotazioni più elevate Portopalo di Capo Passero (1.800 €/m²).

 


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